Cosa aspettiamo a fermare il calcio?

Pallone Ieri si è concluso il campionato. Si è concluso con un’ennesimo caso di scontri tra tifosi e polizia, a Parma, che ha provocato il ferimento di 2 poliziotti e 5 tifosi. Naturalmente tutto è stato messo sotto sordina per non disturbare, nell’ordine i festeggiamenti dei tifosi interisti (gli stessi che si sono poi resi protagonisti dell’aggressione ai tifosi del Parma che ha scatenato gli scontri con le forze dell’ordine e gli stessi che hanno poi devastato la scuola vicina allo stadio, eletta per l’occasione “quartier generale”) ed “il manovratore”, che ha ben altre cose di cui occuparsi al momento. L’idea è che, come sempre, finché non ci scappa il morto non succede nulla.

Lo stadio di Parma era stato chiuso, per motivi di ordine pubblico, ai tifosi interisti, che hanno comunque deciso di recarsi nella città emiliana, in barba a tutte le leggi che dovrebbero impedire agli ultras di recarsi agli stadi se non in possesso di un regolare biglietto. Arrivati a Parma, gli stessi tifosi si sono resi protagonisti di vandalismi e violenze gratuite, “giustificate” dall’euforia del momento e dal fatto che la polizia si “ostinava a non farli entrare allo stadio per festeggiare”. In presenza di una palese violazione della legge già per via della loro presenza a Parma, questi tifosi non avrebbero dovuto essere arrestati, uno per uno?

Il bilancio di questa stagione vede elencati morti e feriti, devastazioni, incendi, danni ingenti. Una specie di bollettino di guerra, che si ripete di anno in anno, praticamente immutato nonostante i continui “decreti” e “disegni legge”. Al prossimo morto ammazzato “per pallone”, si sprecheranno le parole di sbigottimento e condanna, si fermerà il campionato per una o due giornate, si installeranno altri tornelli e altre telecamere, dopodiché tutto tornerà esattamente come prima.

Mi chiedo che cosa si aspetti a fermare questo calcio, ad intervenire duramente. Il prossimo campionato dovrà essere fermato (e cancellato) al primo tafferuglio. Sfruttiamo la pausa estiva per mettere in piedi i necessari aspetti legali, ma procediamo!

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2 pensieri su “Cosa aspettiamo a fermare il calcio?

  1. molok

    Io credo che fermare il campionato servirebbe a poco: quelli che cercano lo scontro con la polizia probabilmente non sono nemmeno tifosi, sono solo delle persone a cui piace la violenza. Non penso poi che le frange violente degli ultras siano poi così numerose, il problema, come al solito, sta nel fare applicare la legge; bisognerebbe fermare i violenti, impedirgli l’accesso agli stadi e obbligarli alla firma in questura nei giorni in cui ci sono le partite.
    Se si cancellasse il campionato, la parte violenta della tifoseria si troverebbe qualcos’altro da fare il weekend, cercando lo scontro in qualche manifestazione politica o sportiva (per loro non c’è differenza). La cosa paradossale è che la maggior parte degli ultras italiani si definisce neofascista, ma forse non si rendono conto che in uno Stato fascista, di polizia ce n’è un sacco.

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  2. giovanni

    E’ ora di piantala con le scuse del menga.
    Se invece di una partita di calcio ci fosse stata una manifestrazione, sai che botte …
    OOps, c’è stata, a Genova, … a quando le irruzioni nei bar sport ?
    Fa niente, in Italia non si tocca il panem et circenses.

    Giovanni

    p.s.: gli ultras fanno comodo a molte società, vedi i viaggi sponsorizzati in aereo con la squadra offerti gratis ai capi di certe tifoserie.

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