Dello scrivere “pagato”

M***INILeggendo tra i miei feed, ieri mattina ho scoperto che il buon Pseudotecnico ha deciso di rinunciare ad AdSense sul suo blog. La motivazione che lo ha spinto a questo gesto è ovviamente qualcosa di prettamente personale (nella fattispecie, il fatto che la pubblicità online sia piuttosto invasiva, a fronte di un guadagno piuttosto risicato), ma mi porte il destro per riflettere un po’ sulla questione “pubblicità online” nella realtà dei blog (per inciso, teniamo presente che basta un’estensione banale come AdBlock per risolvere il problema alla radice, aprendone un altro forse più grande).

Ben inteso: in sè, non c’è niente di male nell’inserire pubblicità sul proprio blog. E’ una fonte di guadagno (pur piuttosto limitata, a parte qualche caso eccezionale), è una scelta del blogger fatta su un qualcosa di “suo”: se va bene va bene, se non va bene è così. Se poi il blogger in questione è tanto bravo da far sopportare agli utenti alcuni più o meno vistosi inserimenti pubblicitari, tanto meglio per lui.

Personalmente però, ho sempre visto il blog come una “valvola di sfogo”, un posto dove poter esprimere liberamente idee e considerazioni, e sono convinto che l’eventuale inserimento di pubblicità su queste pagine cambierebbe questa percezione, così come l’ha cambiata l’inserimento delle statistiche d’accessi (maledetto conteggio delle visite).

Per intenderci, non voglio sentirmi obbligato a scrivere qualcosa, a meno che non ne abbia voglia io in primo luogo: scrivere non è il mio mestiere. Essendo contemporaneamente lettore ed editore del blog (per sua natura), l’obbligo verrebbe da me e da nessun altro (magari anche inconsciamente) ma il blog diventerebbe un impegno più di quanto non lo sia già e voglio a tutti i costi evitare questo rischio.
Mi è stato offerto alcune volte sia di scrivere per alcune testate online (cosa che forse avrei potuto anche prendere in considerazione più seriamente, nel momento in cui non mi vengono imposti impegni di una certa importanza), sia di pubblicare pubblicità su questo blog, e le considerazioni espresse in queste righe rappresentano il principale motivo dei miei rifiuti, oltre che il motivo per cui non è presente un singolo banner di AdSense.
Che poi, riprendendo le parole di Pseudotecnico: a quanti piace leggere un articolo cercando il testo tra le inserzioni pubblicitarie?

Si tratta naturalmente di una mia personale considerazione, che oltretutto esula dai concetti di editoria (chi scrive per mestiere come potrebbe non essere pagato?), libertà d’espressione (non tutti coloro che pagano pongono limiti alla propria libertà d’espressione ed è importante non fare di tutta l’erba un fascio) e soprattutto non vuole essere una condanna per nessuno (ci mancherebbe altro).

Quello della pubblicità online è un discorso molto delicato: si tratta di uno dei pochi mezzi di sostentamento che “la  Rete” ha per fornire servizi gratuiti (ed il fatto che il mercato cresca così rapidamente da indurre Microsoft a tentare di comprarsi un’azienda “quasi marcia” come Yahoo! la dice lunga), ma allo stesso tempo è un aspetto poco gradito da una certa fascia di navigatori (me compreso, per altro, sotto certi punti di vista). Un discorso che andrebbe approfondito con maggiore cognizione di causa.

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