Ci siamo giocati Yahoo!. O no?

Yahoo@NightDomenica mattina, la notizia è arrivata, dopo mesi di trattative, di tira e molla: Microsoft ritira la sua offerta di pubblico acquisto nei confronti di Yahoo!, che era nel frattempo arrivata alla non modesta cifra di 33 euro per azione (partendo dai 31 iniziali). La scelta è stata condizionata essenzialmente dalle incredibili richieste del Consiglio d’Amministrazione di Yahoo!, che oltre a pretendere 37 euro per azione avanzavano richieste, definite “francamente inaccettabili” dagli uomini di Microsoft, riguardo al futuro panorama di collaborazione all’interno di Microsoft.

Purtroppo lo strappo non gioverà a Yahoo!: se in Microsoft infatti potranno dispiacersi per l’occasione persa, pensando al mondo in rapida espansione della pubblicità online (in cui Yahoo! vanta ancora un certo ruolo), per la società di Filo e Yang si tratta di tornare a fare i conti con la precedente situazione di crisi, nella quale l’azienda risulta versare da parecchio tempo, a differenza di quanto l’andamento dell’ultimo trimestre (fortemente influenzato dall’offerta di Microsoft) potrebbe far pensare.
Alla riapertura della borsa di Wall Street, questa mattina, conosceremo la reazione degli azionisti di Yahoo! alla mancata cessione, che rischia di non essere positiva al punto da costringere Filo e Yang a sedere nuovamente al tavolo della trattativa, implorandone di fatto la riapertura. E proprio questa potrebbe essere la strategia di Microsoft, che si è persino premunita di far sapere che rinuncia anche alla scalata ostile inizialmente annunciata.

Naturalmente l’operazione non coinvolte solo gli aspetti meramente finanziari: Yahoo! è detentrice, oltre che di un ruolo nel mondo della pubblicità online come si diceva, un 3,5% (in discesa) del “mercato dei motori di ricerca” che in se non rappresenta molto, ma fa di questa azienda il “primo concorrente” di Google, che aveva inizialmente ipotizzato un’offerta, a sua volta, per l’acquisto di Yahoo!. Una mossa di questo genere porterebbe a scomodare l’antitrust americana, di fronte all’ulteriore confermarsi di un monopolio de facto, che invece l’opa di Microsoft contribuirebbe a ridurre (incorporando il secondo ed il terzo concorrente di Google, giungerebbero alla significativa cifra di 5,5%). Si tratta di un aspetto assolutamente da non sottovalutare, in quanto taglia completamente fuori dai giochi l’unico serio concorrente a Microsoft su questo tavolo: o Yang e Filo vendono a Ballmer e Gates, o dovranno affrontare da soli la tempesta che molto probabilmente investirà a giorni Yahoo!.

Ammaina le vele e chiudi i boccaporti, marinaio Yang…

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