Ma un minimo di coerenza…!

Silvio Berlusconi 1(frm italian prime) Forza Italia candida al Senato, all’interno del cappello noto come “Partito della Libertà”, Giuseppe Ciarrapico. Non è certo una novità, visto che proprio sulla candidatura dell’editore ciociaro ed ex presidente della AS Roma è nata una feroce polemica, sia all’interno del “partito” (che ha visto un intenso botta e risposta tra gli esponenti di Alleanza Nazionale e quelli di Forza Italia), sia con l’opposizione, che ha immediatamente stigmatizzato le dichiarazioni di Ciarrapico, che in un’intervista a Repubblica afferma di “non aver mai rinnegato il fascismo” (salvo far retromarcia qualche ora, e telefonata, dopo).

Non è una novità neppure la polemica nata dalla spiegazione di Berlusconi sul perché della candidatura di Ciarrapico: l’editore romano possiede diversi giornali, tra cui “Ciociaria Oggi“, “Latina Oggi” e “Oggi Nuovo Molise, che in campagna elettorale gli torneranno utili. Anche qui, nasce la polemica: Veltroni ribatte definendo “imbarazzante” al candidatura di Ciarrapico ed ancora peggiori le motivazioni addotte da Berlusconi (che ha ovviamente provveduto, il giorno dopo, a dichiararsi antifascista andando di fatto a smentire altre dichiarazioni dello stesso Ciarrapico, che aveva detto di non aver mai visto Berlusconi festeggiare un 25 aprile).
C’è polemica anche sul consenso di Alleanza Nazionale, che secondo Berlusconi sapeva e concordava, ma che si è subito dissociata per voce di La Russa, il quale afferma che parlare di “consenso” di AN è “improprio”: il partito ha infatti espresso “forti perplessità” ma si è poi rimesso alle scelte del leader della coalizione (Berlusconi).

Tralasceremo (per l’ennesima volta) la poca coerenza di Fini, che rimette una così discutibile candidatura nelle mani dello stesso uomo con cui polemizzava aspramente solo pochi mesi fa, e che si “auspica la nascita” (lo ha fatto ieri sera a Ballarò) a settembre di quel partito che solo poco tempo fa dichiarava essere partorito da una scelta “plebiscitaria”.

Quello che invece volevo sottolineare, è la mancanza di coerenza delle dichiarazioni degli stessi esponenti del Partito delle Libertà: sull’onda dell’esclusione dei pregiudicati dalle liste del Partito Democratico, Bondi dichiarava che non avrebbero trovato posto nelle liste del suo partito “tutti i coinvolti in procedure penali” (tranne ovviamente i processi “di matrice politica”, in modo da non dover escludere di fatto nessuno dei propri parlamentari, che anzi, afferma Bondi “hanno sempre potuto vantare un’assoluta onestà”). In compenso oggi Berlusconi candida Ciarrapico, che di processi e condanne (indiscutibilmente non politiche) ne ha alle spalle diverse: 3 anni (in Cassazione) per la vicenda “Casina Valadier”, un’altra condanna di 2 anni per “finanziamento illecito ai partiti” per la quale fu affidato ai “Servizi Sociali” (per questioni d’età), altri 4 anni e 6 mesi (di cui quattro anni poi condonati in due tranches e sei mesi scontati ai “domiciliari” per motivi di salute) confermati in Cassazione per il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, e per il quale non ha mai risarcito i danni alle parti civili usando lo stratagemma di cambiare continuamente residenza.

Un tipino in ordine insomma. Sicuramente sapranno farlo rientrare tra le sentenze “di matrice politica”. Tanto basta un po’ di vernice adeguata e tutte le toghe diventano rosse

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