Il fatto non è più previsto come reato

The businessman “Ecco cosa mancava! Le leggi vergogna!”: questo avrà pensanto oggi Romano Prodi. La notizia (bomba) è arrivata questa mattina: Berlusconi viene assolto nel troncone restante del processo SME (dopo aver già ottenuto lo stesso risultato nel processo principale, per “insufficienza di prove”) grazie ad una legge che lui stesso ha fatto, la depenalizzazione del falso in bilancio, per un reato commesso in un periodo in cui il falso in bilancio era reato (anche se vista la rapidità con cui si muove la magistratura ai giorni nostri, sarebbero comunque parzialmente caduti in prescrizione).

Quando l’ho letto, questa mattina, mi sono sentito riempire della (solita) voglia di spaccare tutto e allo stesso tempo di non poter fare niente. Il Governo Prodi è stato criticato per tutto, dalle tasse alle missioni militari all’estero, ma cose del genere non le ha mai fatte: in compenso (e questa è forse la colpa più grande) non ha trovato il tempo ne il modo di cancellare quelle leggi, che definire “vergogna” è poco. E non dimentichiamo il conflitto di interessi, l’ordinamento giudiziario (Cirami, legittimo sospetto, trasferimento di processi dice nulla?), i condoni… e il bello è che gli italiani sono pronti a votare nuovamente questo … !

Per cercare di riportare nei binari del principio che “la legge è uguale per tutti”, la magistratura aveva richiesto, non molto tempo fà, l’intervento della Corte di Giustizia Europea, affermando che la legge sul falso in bilancio varata da Berlusconi ed i suoi scagnozzi (ai quali ovviamente sono state fornite poltrone in gran quantità, ed agevolazioni di altro genere) fosse in contrasto con le direttive europee. La Corte di Giustizia preferì però non pronunciarsi in proposito, decidendo di non “mettere becco” nelle legislazioni nazionali e lasciare ai giudici la scelta se seguire le normative europee (molto più drastiche in materia) o quelle italiane modificate dal cavaliere. Naturalmente è stata presa la scelta più corretta, e Berlusconi ed i suoi scagnozzi (quelli coinvolti nella vicenda hanno nomi come Cesare Previti, Attilio Pacifico, Filippo Verde e Renato Squillante) non pagheranno nemmeno in questo caso. Hanno invece pagato (e caro) le migliaia di risparmiatori che si trovano sul lastrico a causa loro.

La legge, in Italia, è uguale per tutti. Ma per alcuni, è un po’ più uguale.

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