Dov’è finita la democrazia?

blù Mastella, Berlusconi e Cuffaro: tre notizie di politica, tre che riguardano politici inguaiati con la magistratura (chi più, chi meno, naturalmente). E il bello è la loro reazione: qualcuno urla e strepita che i giudici si sono sbagliati e quello che ha fatto lui è politica, non concussione (dicesi concussione…)  e minaccia di far saltare il governo nel caso in cui non si dichiari apertamente schierato con l’indagato stesso, un’altro che è pronto a fornire l’elenco delle amanti in Rai per provare che lui ha solo portato avanti una prassi comune (quella delle raccomandazioni, ndr) tra l’acquisto di un senatore e l’altro, il terzo che decide di non dimettersi dalla presidenza della regione Sicilia, in quanto è si stato condannato in primo grado a cinque anni di reclusione e all’interdizione a vita dai pubblici uffici, ma non gli è stato dato l’aggravante di favoreggiamento per la mafia nel suo insieme, in quanto ha favorito semplicemente alcuni dei massimi esponenti dell’organizzazione, mica tutti i picciotti (mi chiedo a questo punto cosa si debba fare per avere quell’aggravante: Provenzano almeno ce l’ha?).

Sono cose che mettono addosso uno sconforto incredibile, che finisce con il farmi pensare che tutti i politici siano alla fin fine immanicati in questo genere di faccende, incapaci di provare anche un minimo pudore di fronte ai propri elettori, evidentemente ritenendosi assolutamente coerente con il proprio ruolo di politico (il che potrebbe anche essere vero, se qualcuno coglie l’ironia).

Passato lo sconforto però, mi viene da chiedere una cosa: ma questa gente l’abbiamo votata noi o no? Rifiutandomi di parlare di brogli (in questa occasione), perché la situazione si protrae da troppi anni ormai, deduco di si. Non è allora forse responsabilità nostra, il fatto che questa “casta” (ecco, alla fine l’ho detto anche io, uff) resti dov’è?
Come giustamente sottolinea Marcello Saponaro sul suo blog, gli elettori siciliani non sapevano di Cuffaro quando l’hanno votato? In Campania i cittadini non sono ormai consapevoli del marciume della loro politica? Perché continuano, continuiamo a votare in questo modo, sostenendo queste persone e approvandone, di fatto, il comportamento?
La risposta è banale: “perché non ci sono alternative”. Ma da quanti anni è che ci rispondiamo allo stesso modo? Non è forse giunta l’ora di tentare di dare una soluzione costruttiva al problema, di mettersi in gioco e di fornirla, questa alternativa? Quantomeno di fare pressioni sui partiti perché si liberino volontariamente di questa gentaglia?

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