Incapaci di parlare, o di ascoltare?

Silence is sexyRiflettevo quest’oggi, tra una mandata di backup e l’altra da un cliente, sulle potenzialità comunicative del web, ed in particolare, quelle offerte dai blog. Non scopro certo l’acqua calda, con queste mie valutazioni: i blog sono un efficacissimo modo di comunicare, che mette improvvisamente tutti sullo stesso piano, da Beppe Grillo al sottoscritto (certo, l’interesse medio della popolazione sarà concentrato sul sottoscritto, ma i mezzi tecnici comunicativi sono, in fin dei conti, gli stessi).

Una simile possibilità di comunicazione non era mai stata nemmeno lontanamente intravista, dal “popolo”: quando Gutemberg “inventò” la stampa, diede per la prima volta a tutti la possibilità di ricevere comunicazione, di informarsi, di conoscere, di sapere e di pensare.
Oggi, improvvisamente, lo stesso “popolo” si trova a poter ribaltare il concetto, a potersi esprimere liberamente, eppure non coglie, non sfrutta l’opportunità. Proprio questo mi chiedevo: perché?

Sono tutti miopi, incapaci di comprendere la potenza del mezzo, o semplicemente non hanno nulla da dire? Oppure ancora, avrebbero anche da dire, ma la loro voce si perde nell’incredibile ammasso di informazioni che la rete (ed i suoi pochi utilizzatori) produce?

Siamo forse diventati, da una parte, incapaci di ascoltare (troppo intenti a parlare) e dall’altro di parlare (troppo abituati ad ascoltare, a ricevere passivamente)?
O abbiamo semplicemente tutti le stesse cose da dire, e allora basta che parli uno, e tacciano tutti gli altri (che poi non tacciono, e a volte la blogsfera ne è proprio l’esempio più doloroso)?

Potrebbe essere la grande riscossa della politica: invece di parlare, per una volta, sarebbero loro ad ascoltare. Ascoltare senza essere visti, come noi facevamo fino a pochi anni fa, ricevendo passivamente, e riflettendo (perché solo in silenzio si può riflettere). Sarebbe il grande momento dell’abbandono dell’ipocrisia delle parole dette, il ritorno alla calma ed alla riflessione delle parole scritte, dei toni pacati, delle prove dei fatti. Forse gli attuali politici non ne sarebbero capaci, è vero (qualcuno il suo blog ce l’ha, ma quanti poi vanno a leggere quelli degli altri? Parlare, ascoltare…), ma non potrebbe proprio questo nuovo potente mezzo essere il principio della nuova classe politica? Perché ci stiamo perdendo tutto questo, perché stiamo lasciando correre via questa possibilità?

Siamo davvero tutti incapaci di parlare, di esprimere qualcosa di sensato, di ragionato? O forse, semplicemente, abbiamo perso la capacità di ragionare?

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