E l’Ecopass fù

Ecopass La Moratti disse “Ecopass”, ed Ecopass, dalle 7:30 del 2 gennaio 2008, fù. Bene, potremmo dire, finalmente qualcosa si muove contro l’inquinamento. Già, in linea di massima si, ma poi come al solito, la realtà dei fatti non raggiunge i buoni propositi annunciati e sbandierati.

Ovviamente è ancora molto presto per parlare: questa mattina addirittura non c’è neppure stato il tanto preannunciato “casino” dovuto alla poca informazione dei cittadini, perché sono ancora tutti allegramente sulle piste da sci o in giro per il mondo (che comprende casa di parenti ed amici, ricordo :P) e quindi questa mattina, a lottare alla ricerca di informazioni, c’era ben poca gente, il che ha notevolmente agevolato le operazioni. Qualcosa in più si potrà vedere a partire dal 7 gennaio, con il grande rientro al lavoro dei milanesi, e per tirare i primi bilanci concreti si dovrà certamente attendere per lo meno la fine di gennaio.

Qualche parola però sulla misura in sé per sé, si può già cominciare a spenderla, naturalmente tenendo presente che l’unico vero metro con cui dovrà essere giudicato il provvedimento, sarà il raggiungimento degli obiettivi che si propone.
Già, gli obiettivi. Ma quali sono? Il Comune di Milano ha speso (a mio avviso non senza un pizzico di ipocrisia) molte parole su “riduzione del traffico” e “dell’inquinamento”, ma anche ammettendo che questi due siano gli obiettivi, c’è un altro “potenziale obiettivo” che và considerato. Come qualsiasi tassa, di qualsiasi genere, l’Ecopass ha un ritorno economico. Le cifre di cui stiamo parlando non sono probabilmente allucinanti, ma sono comunque considerevoli. E se è vero che per poter rientrare nei limiti posti dalla Costituzione (l’Ecopass è piuttosto “al limite” da questo punto di vista) si è costretti, volenti o nolenti, a reinvestire tutti i proventi del provvedimento nel potenziamento dei mezzi pubblici, è altrettanto vero che saranno quantomeno risparmiati gli attuali investimenti sotto questo profilo, e questo non è altro che un ritorno economico per l’amministrazione Comunale. Attenzione, non è un male di per sé: non cadiamo nel luogo comune che “se si guadagna allora è male”. Semplicemente avrei preferito che questo fosse elencato tra gli obiettivi dichiarati pubblicamente, per una questione di trasparenza (e politicamente parlando, per anticipare le sicure critiche dei cittadini, sotto questo profilo).

Quello del ritorno economico, in realtà, é l’unico obiettivo che in un modo o nell’altro verrà raggiunto. Il dubbio possiamo averlo sulle cifre (non ho idea di cosa il Comune intenda raccogliere, sotto questo profilo, proprio perché si tratta di un “non dichiarato”), ma non sulla sostanza: gli automobilisti di auto “inquinanti” (come se un Euro4 non fosse inquinante) che entreranno a Milano a partire da oggi, dovranno alternativamente pagare una multa (a partire da 70 euro) o il dovuto Ecopass, non si scappa (a meno che non vengano spente le telecamere, dimenticati i controlli e via dicendo, ma questo esula).

Sugli altri obiettivi invece, alcuni dubbi velano il loro raggiungimento, secondo me. Per quel che riguarda la riduzione del traffico, già questa mattina abbiamo avuto le prime avvisaglie di quella che sembra essere la reazione dei milanesi all’Ecopass: “pago, niente mezzi pubblici”. Quindi in realtà, anche il (modesto) obiettivo di un calo del traffico del 10%, sarà molto difficile da raggiungere. Per di più, avendo escluso dal pagamento dell’Ecopass:

  • tutte le automobili diesel “Euro 4” con filtro antiparticolato (e, non si capisce bene perché dato che il filtro non si può aggiungere, per tre mesi anche quelle senza)
  • le auto benzina “Euro 3” e “Euro 4”
  • cilomotori e moto
  • automezzi adibiti al trasporto pubblico, disabili, forze dell’ordine, vigili del fuoco, protezione civile ed ambulanze (ovviamente, ci mancherebbe altro)
  • pare ci siano anche riduzioni (o esclusioni, non si travano informazioni in materia) per i commercianti che lavorano all’interno della Cerchia dei Bastioni

CK-780DF e tenendo presente che da metà ottobre 2006 a metà aprile 2008 non possono comunque circolare le auto a benzina Euro 0, le auto diesel Euro 0 e 1, i ciclomotori e le moto a due tempi Euro 0 (decreto), rimane il legittimo dubbio su quanti veicoli verranno effettivamente colpiti dal provvedimento, al punto da pensare di giungere ad un 10% di riduzione del volume di traffico.

Anche sulla questione della riduzione dell’inquinamento , il provvedimento fa acqua un po’ da tutte le parti (anzi, forse proprio su questo aspetto, si rivela maggiormente deficitario). Qualche critica (alcune raccolte, altre mie personali):

  • Apro con una critica piuttosto leggera (l’unica per altro), relativa all’informazione ed alla preparazione tecnica all’introduzione dell’Ecopass. Questa mattina molti cittadini hanno scoperto per la prima volta la sostanza dei provvedimenti (a poco è servito distribuire il volantino informativo solo all’interno dell’area interessata, visto che la maggior parte degli interessati è fuori dall’area stessa), e per giorni non c’è stato modo di capire a chi ci si dovesse rivolgere per ottenere informazioni (interessante video del Corriere, su questo aspetto). Ad oggi, mi è impossibile capire come mi devo comportare io, con un’auto immatricolata all’estero, nel malaugurato caso in cui debba entrare nella Cerchia dei Bastioni. Andrò in moto.
    In più la vendita del ticket per telefono e via internet non è ancora a regime (prima per problemi di carte di credito, poi per inadeguatezza delle strutture informatiche che devono gestire il pagamento), e nelle edicole non si trovano alcune tipologie di ticket (ad esempio quelli dei residenti, sicuramente una parte significativa degli interessati, ma anche molti abbonamenti). Come si può dare il via in queste condizioni ad un provvedimento di questa portata? L’investimento informativo doveva essere sicuramente maggiore (e di gran lunga).
  • L’area interessata dal provvedimento, la Cerchia dei Bastioni, copre (come dichiara il Comune stesso) una superficie di 8,2 chilometri quadrati (il 4,5% del territorio comunale con il 6% della popolazione) e il 13% degli spostamenti giornalieri in auto sul territorio comunale. Praticamente un buco, un infinitesimo.
    Se fosse seriamente inteso lottare contro l’inquinamento, il provvedimento avrebbe dovuto coinvolgere un’area drasticamente più ampia, coinvolgendo naturalmente nella discussione progettuale anche tutti i comuni dell’hinterland milanese, che si vedono (anche così) coinvolti pesantemente dal provvedimento, senza aver avuto alcuna voce in capitolo.
    In realtà da questo punto di vista va detto che il provvedimento è stato notevolmente ridimensionato rispetto al (a mio avviso decisamente migliore) progetto iniziale, sotto le politiche spinte di buona parte della maggioranza Comunale (che temevano forti ripercussioni sulle prossime elezioni) e dei cittadini (che come al solito, toccati nel portafogli, non mancano occasione di urlare e strepitare indipendentemente dalla bontà del provvedimento).
  • La questione degli orari e delle esclusioni poi, è un altro punto cruciale: che senso ha limitare l’applicazione del provvedimento a determinate fasce orarie (7:30 – 19:30, ed esclusi i weekend), se si vuole lottare contro l’inquinamento? Forse che la mattina presto e la sera i veicoli “inquinanti” non lo sono più? A che pro, poi, escludere (o agevolare) dal pagamento della tassa i commercianti, indipendente dalla tipologia di automezzi che conducono? Forse che un diesel Euro 2 (di quelli che girano spesso per Milano, simulando una ciminiera da raffineria orizzontale, per i fumi che producono) in mano ad un commerciante inquina meno che in mano ad un cittadino comune? Avrei capito maggiormente un incentivo ulteriore, esclusivo per i commercianti, alla sostituzione degli automezzi inquinanti con altri più ecologici (magari sull’installazione di un impianto GPL!).
    Non ultimo, avrebbe potuto essere la volta buona che il nucleo di attività commerciale di Milano subisse un parziale spostamento verso aree più esterne (e quindi più vaste, per geometria), contribuendo ulteriormente alla riduzione del volume e della densità del traffico in centro (attualmente oltre le 200 auto per chilometro lineare!)
  • Anche per quel che riguarda i prezzi, si è andati un po’ troppo per il sottile: se si fosse cercato di incentivare realmente l’uso di mezzi di trasporto pubblico al posto dell’uso dell’auto, perché non far pagare a tutti, indipendentemente dalla fascia inquinante (e sia all’entrata che all’uscita dell’area), un ticket pari al doppio del costo del biglietto dell’autobus (che è di 2 euro per la tratta più costosa)? Sarebbe sicuramente stato un notevole incentivo, pur senza pesare troppo sulle tasche dei cittadini, per ottenere un buon risultato.
  • Rimane ovviamente la questione di quali mezzi pubblici utilizzare. E’ sicuramente vero che l’area all’interno della Cerchia dei Bastioni è quella più capillarmente coperta dai mezzi pubblici, ma non è il traffico “da fuori Milano” che si voleva ridurre? Non produce forse inquinanti anche quello? E allora cosa mi importa che dentro la cerchia io possa prendere un autobus al metro, se per arrivarci ne passa uno l’ora, già nella prima periferia (basta guardare quali sono i collegamenti verso Milano di posti come Cormano, Paderno Dugnano o Cinisello Balsamo). Non esistono neppure reali possibilità di interscambio di mezzi: le stazioni dei treni della provincia sono solitamente sprovviste di adeguati parcheggi, i capolinea della metropolitana (almeno nella parte nord della provincia) sono, a livello di parcheggi, in condizioni critiche (ed i parcheggi sono a pagamenti, vanificando completamente l’idea dell’arrivarci in auto e poi proseguire con i mezzi pubblici all’interno di Milano).
    Non ultimo, il potenziamento già portato avanti in previsione dell’entrata in funzione del provvedimento è gravemente deficitario rispetto alle reali esigenze di coloro che lavorano all’interno di Milano (e non solo della Cerchia dei Bastioni). Mi auguro che la situazione vada un po’ alla volta risolvendosi man mano che i proventi della tassa verranno (come promesso) reinvestiti nel potenziamento dei mezzi pubblici.
  • Infine (ma non per importanza), il provvedimento è miope dal punto di vista geografico. La quantità di veicoli in movimento verso Milano non varierà di una virgola, dalla provincia (proprio per la completa mancanza di adeguate infrastrutture, da questo punto di vista), ne varierà solamente la concentrazione: le auto che decideranno di non pagare l’Ecopass (quello che dovrebbe poi essere l’obiettivo prioritario, no?) si ammasseranno ai capolinea dei mezzi pubblici (dove non c’è parcheggio, aumentando il tempo medio di permanenza in auto dei cittadini coinvolti e di conseguenza l’inquinamento prodotto) o a ridosso della Cerchia dei Bastioni. La Moratti pensa che questo inquinamento se ne starà bello bello li sopra i comuni dell’hinterland senza ammorbare la “capitale morale”? O erigeranno un muro (alto alto alto fino al soffitto) per impedire che lo smog entri nella mitica “Area Ecopass”? Per di più, il provvedimento è iniquo sia politicamente (proprio perché come già detto coinvolge direttamente ed sotto più aspetti i comuni dell’hinterland, i quali non sono stati minimamente ascoltati, ne interrogati da quel che sò), sia socialmente, in quanto pesa maggiormente sull’economia di quelle famiglie “meno abbienti” che non possono permettersi di acquistare una nuova auto meno inquinante (nonostante gli incentivi sia statali che comunali), e che sono tuttavia impossibilitati all’uso di mezzi di trasporto pubblico (per tutte le motivazioni sopra elencate, visto che spesso queste famiglie non vivono a Palestro, dove per un appartamento di 100 metri quadri si può arrivare a spendere anche 10.000 euro di affitto mensile).

Tecnicamente parlando quindi, i dubbi sul provvedimento (ed in particolar modo sulla sua reale efficacia) sono molti, moltissimi: una buona idea è stata trasformata in un’iniziativa iniqua e inefficace. Stiamo a vedere cosa succederà…

ps: Integrazione necessaria. Pare che cosi come si è tenuti a conservare per 5 anni gli scontrini nell’ipotesi di un controllo, allo stesso modo (a meno di abbonamenti) si è tenuti a tenere tutti gli sms di conferma ed i tagliandi dell’Ecopass per la durata di 5 anni…

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Un pensiero su “E l’Ecopass fù

  1. Fabio

    L’ennesima trovata ECOnomica e non ECOlogica: chi come me possiede ancora una Euro 0 (risiedo in Piemonte, ma a volte dovrò anche venire a Milano) si vedrà costretto a viaggiare fuori legge e si troverà costretto a diventare abusivo.
    Senza contare che come al solito, a venire colpiti saranno i possessori di mezzi “meno nuovi” (una Euro 2 non è vecchia) e spesso più poveri dal punto di vista economico.
    E’ ora di finirla, siamo un paese ridicolo, gli unici in Europa che tollerano simili scelte dittatoriali.
    Oltretutto, le auto Euro 0 in circolazione saranno sempre meno e usate per pochi km al giorno, quindi il loro contributo all’incremento dell’inquinamento sarà pressoché nullo.
    Come al solito, in questo paese ci si fa beffa della vera ecologia e si crede che con queste stupidate l’inquinamento cali… e la gente è stupida, poichè invece di ribellarsi, prontamente acquista auto sempre più nuove… come se non sapessero che costruire un’auto inquina molto di più che farne circolare una vecchia… solo che è chiaro, acquistare auto nuove comporta soldi in più nelle tasche dello stato e questo sicuramente ai politici fa comodo… tanto loro vanno in giro con le loro auto blu e non si curano di chi, magari, prende 800€ al mese, ha una famiglia da mantenere e ora gli si nega anche la possibilità di andare in giro con il suo vecchio, ma efficiente mezzo.

    Meditate gente, non fatevi fregare da chi comanda…

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