Gli sconti al fai-da-te comprano l’antitrust

Lonely petrol pumps C’era stato tanto scalpore quando l’Antitrust aprì l’indagine sul cartello dei distributori di carburante, tanto quanta è oggi l’indignazione (mia) per la chiusura anticipata della stessa, nel quasi totale silenzio dei mezzi d’informazione.

Le compagnie petrolifere “si impegnano” a prendere provvedimenti a favore della concorrenza ed annunciano uno sconto (da subito) sui prezzi del “Fai da te”, e l’antitrust chiude l’indagine.

Fu cosi che il lupo cattivo smise di mangirsi i porcellini, e il cacciatore se ne tornò rapidamente nel villaggio, lasciando i porcellini incustoditi.

Ma come si fa delegare ad un ente l’applicazione della concorrenza a proprio svantaggio? Che credibilità può avere un’uscita del genere? Perché, con tutto il rumore che si sta facendo relativamente ai prezzi del carburante, questi “provvedimenti” non sono stati individuati, e non sono state affidati alle autorità preposte i necessari controlli?

Concorrenza? Basterebbe non consentire di cambiare i prezzi su base giornaliera ma mensile, ad esempio), ed uniformarli a livello di “compagnia petrolifera”: già questo sarebbe sufficiente per scatenare una lotta al ribasso dei prezzi, tornando ad un regime sano ed onesto di concorrenza…

Perchè mi ronza la parola “lobby” nell’orecchio?

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