L’assenza di DRM ferma Theora

missing-plugin.pngTheora, il formato video predefinito della famiglia Ogg Vorbis, era in corsa per essere il formato video standard nelle specifiche HTMLv5, la nuova versione di HTML che vedrà la luce tra qualche tempo. Il grande vantaggio di Theora rispetto ad altri formati è l’ottima qualità per bitrate, l’apertura del formato (che ne garantisce quindi la massima interoperabilità possibile); il grande vantaggio di indicare un singolo formato come standard per HTMLv5, è quello di evitare tutte le “seghe mentali” che si devono fare oggi per rendere “multimediale” il formato HTML: il pullulare di formati rende necessaria l’installazione di una certa quantità di plugins da parte degli utenti (che non sempre sono in grado di farlo), di fatto consegnando nelle mani dei grandi produttori si software (Microsoft per i wma-wmv, Adobe per i flash, e via dicendo) il controllo della multimedialità su Internet, arrivando anche ad escludere intere “fette della rete” dai contenuti multimediali, nel caso in cui un plugin per quel determinato formato non fosse disponibile su una specifica piattaforma (è il caso di alcune versioni di QuickTime).

L’introduzione di Theora in HTMLv5, quindi, sarebbe stata una interessante ed auspicabile innovazione, parificazione del campo, rendendo più uniforme la produzione di dati multimediali in internet. Purtroppo Theora (essendo ispirato da una ideologia di apertura) non prevede l’introduzione di un sistema di DRM, che invece molte major ancora richiedono (non si sono ancora rese conto di quanto sia fallimentare), e cosi la sua introduzione soccombe sotto i dicktat delle major stesse, che tramite Nokia hanno fatto presente quando la possibilità di introdurre misure di questo genere sia assolutamente fondamentale per il mercato.

La conseguenza è la sostituzione della citazione a Theora all’interno del nuovo formato con la possibilità di supportare qualsiasi formato, con l’evidente risultato di vanificare l’uniformazione dei formati di cui prima si parlava. C’era la possibilità di fare un passo avanti, e ancora una volta il DRM e le major hanno preferito restare a guardare, intontite, l’acqua che scorre via dal loro bicchiere bucato. Pazienza…

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