Gli scherzi dell’autoapprendimento

dangerousssantas Una curiosa notizia è stata pubblicata qualche giorno fa dal Corriere. Il Babbo Natale virtuale di Microsoft Messenger, uno script con funzionalità di auto-apprendimento, avrebbe cominciato ad usare un linguaggio piuttosto esplicito in determinate situazioni, che The Register ha prontamente segnalato a Microsoft che a sua volta, dopo alcuni tentativi, ha optato per la rimozione del servizio traditore.

La cosa interessante, al di là della stravaganza della notizia, è che questo comportamento era piuttosto prevedibile: conoscendo minimamente il popolo di Internet, come poteva Microsoft pensare che non avrebbero attaccato a parlargli di sesso dopo 10 minuti dal lancio del servizio? Immagino che alcuni filtri fossero stati usati per evitare l’eventualità che Virtual Santa apprendesse automaticamente determinate aree del sapere comune degli umani (soggetto tra l’altro ad un effetto moltiplicatore, in questo genere di applicazioni online), ma dovevano aspettarsi che queste cose sarebbero successe.

Inutile stupirsi ancora degli argomenti che girano in rete: ci sono state fin troppe statistiche a descriverci la situazione. Mi chiedo piuttosto se ci sarà mai una reale via d’uscita da questo “problema”…

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