Cos’è essere antisportivi?

Ciclismo Il doping è certamente una grande piaga, per lo sport. Nel ciclismo in particolare, dove è un fenomeno che hai fatti è (o è stato, non importa) piuttosto diffuso. Tralasciando il fatto che anche gli altri sport sono infestati dalle pratiche dopanti ne più ne meno del ciclismo (e paradossalmente proprio l’inchiesta Puerto ne ha dato chiari ed evidenti segnali), vale la pena far notare come il doping non sia una pratica antisportiva proprio proprio comoda: un ciclista che assume doping non ottiene risultati incredibili cosi, senza muovere un dito (anche perché altrimenti sarebbe molto più semplice identificarli, no?); un classico uso del doping è quello fatto durante gli allenamenti, al fine di ridurre la sensazione di fatica e potersi allenare di più. I ciclisti che si dopano quindi, non fanno meno fatica, anzi!

Questa non vuole certo essere una giustificazione, intendiamoci, voglio solo sfatare qualche mito: il doping è una pratica illegale ed antisportiva, da combattere con tutti i (ragionevoli) mezzi che la scienza e la tecnologia ci mettono a disposizione. Il ciclismo resta però da anni ormai nell’occhio del ciclone: ogni qual volta si scoprono nuovi retroscena su qualche vicenda legata al doping (e quasi sempre solo quando è legata anche al mondo del ciclismo) vengono riaperti i pozzi neri e dato fiato alle trombe, creando lo scandalo.

Non solo questo non avviene quando non è il ciclismo ad essere coinvolto (quante grandi testate giornalistiche hanno riportato la notizia che un paio di intere squadre calcistiche spagnole erano servite dallo stesso medico Fuentes al quale si rivolgevano alcuni ciclisti?), ma soprattutto non avviene quando non si parla di doping.

Infatti recentemente è saltato fuori che molte importanti partite di calcio siano state truccate in un giro di scommesse. La notizia si è guadagnata un paio di trafiletti qua e la, poi è stata dimenticata. Altro che calciopoli (anche li, cos’è cambiato a parte “l’allontanamento” di Moggi?), altro che “scandalo doping nel ciclismo” (dove tra parentesi qualcosa sta cambiando, apparentemente): con l’Italia campione del mondo, di certe cose non si può proprio parlare…

Io mi chiedo lo stesso però: cos’è oggi essere antisportivi? Sicuramente lo è darsi la possibilità di farsi un culo doppio del normale, attentando alla propria salute psicofisica. Ma non lo è anche comprare (o lasciar comprare…) partite di calcio? Non lo è forse ancora di più?

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