Questi maledetti lavavetri assassini…

LavavetriDopo la notizia della settimana scorsa degli interventi contro i lavavetri a Firenze (e sull’onda delle polemiche conseguenti), in queste ore si comincia a parlare del “pacchetto sicurezza” che dovrebbe estendere questo genere di misure a livello nazionale.

Indubbiamente ci sono dei problemi che vanno affrontati: la microcriminalità su tutte è un problema serio delle nostre metropoli. Su questo credo che nessuno sia in disaccordo. Peccato che poi, le opinioni sul cosa fare sono drammaticamente divergenti, e mi auguro che il Governo non cerchi di far passare a forza un decreto legge che marchi definitivamente questa divergenza, ma che cerchi il dialogo ed il confronto con tutte le parti in causa (comprese quelle non politiche).

In particolare, è quantomeno curioso punire lavavetri e accattoni per fermare la microcriminalità (è un’associazione di idee davvero degna della destra più estremista), cosi come è simpatico che si voglia punire con il carcere (carcere!) chi chiede l’elemosina (sempre che poi non ci sia la condizionale, che il giudice non ritenga corretto applicare la sola sanzione pecuniaria, e via dicendo) mentre i reati finanziari (Ricucci? Fiorani? Cirio? Parmalat?) sono di fatto impuniti.
E’ inoltre interessante valutare come si cerchi di riempire nuovamente quelle carceri il cui sovraffollamento ha portato ad un discutibile indulto: forse che l’unica parte utile di quel provvedimento sia stata giudicata troppo “saggia” e vada quindi rovinata?

Al di là delle polemiche, però, e degli appelli, c’è una considerazione importante da fare: è importante che questa proposta di legge non venga portata avanti in un’ottica di “recupero consensi”. E’ assolutamente immorale, una schifezza, cercare di aumentare i consensi al governo sulla pelle dei più deboli, che sarebbero proprio quelli che maggiormente necessiterebbero della protezione dello Stato stesso. Non si deve fare della demagogia spicciola, riconducendo per partito preso questa azione di governo al recupero consensi (come dicevo all’inizio, ci sono degli oggettivi problemi da affrontare), ma proprio per questo motivo sarà ancora più importante che il Governo promuova il dibattito e dialoghi con le parti in causa, conformandosi a quello spirito coraggioso che è un po’ sbiadito, dopo la “stangata finanziaria” di un anno fa (che proprio ora comincia a dare i primi frutti con la possibilità di abbassare nuovamente le tasse ma con la consapevolezza di aver fatto quegli interventi indispensabili alla sopravvivenza economica del nostro paese). Che i nostri governanti si siano spaventati dal crollo dei consensi? Non era forse immaginabile che sarebbe andata cosi? Non conosciamo ancora gli italiani?

Infine, attenzione a parlare di “punto di vista della gente”. La gente è emotiva, e reagisce con il cuore (spesso in preda ad una profonda ignoranza): se facessimo un referendum sul ripristino della pena di morte il giorno dopo uno di quegli omicidi ai quali i mass media decidono di dedicarsi con particolare fervore, otterremmo risultati assolutamente indignanti. Se oggi proponessimo un referendum per una norma di legge che sbatta fuori dall’Italia tutti gli extracomunitari, passerebbe senza alcuna difficoltà.

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