Tè della serata: Sri Lanka

Il tè di questa sera ha come tratto principale la storia che ha portato alla sua coltivazione. Si tratta infatti di un tè nero proveniente dallo Sri Lanka, stato dell’India (occupa l’isola che ne porta il nome), noto come Ceylon fino al 1972 (e tutt’ora utilizzato per indicare la varietà di tè nero prodotto in questa regione). “La lacrima d’india” (cosi detto per la forma a goccia dell’isola) è stato per quasi 20 anni dilaniato da una guerra etnica, conclusasi ufficialmente alla fine del 2001, ma di fatto tutt’ora in corso. Neppure il maremoto provocato dalla nota scossa di terremoto indonesiana, che ha provocato oltre 40.000 morti sulle coste di questa nazione (che vanta il piu alto reddito pro-capite di tutta l’Asia meridionale, con 1000 US$) ha fermato gli scontri tra le Tigri Tamil ed il governo del paese.

Nonostante la guerra però, l’economia dello Sri Lanka è in forte crescita, soprattutto nel mercato degli alimentari, quello tessile, quello assicurativo, quello bancario e quello delle telecomunicazioni. La produzione di tè, una volta principale fonte di sostentamento del paese, si attesta oggi al 20% delle esportazioni, con 303.000 tonnellate nel 2003.

Interessante sapere che l’introduzione delle piantagioni di tè nello Sri Lanka si deve ad una epidemia di Hemileia vastatrix, un fungo che distrusse tutte le piante di caffé, la coltura predominante nell’isola, alla fine del 1800. Grazie al coraggio ed alla perseveranza di James Taylor, che per primo lo coltivò e lo vendette sul mercato inglese di Londra (e divenne poi famoso per la collaborazione con Thomas Lipton), Ceylon è stata per moltissimi anni uno dei maggiori produttori di tè al mondo.

Oggi viene coltivato in 6 diverse regioni dello stato, essenzialmente nella parte meridionale dell’isola, ad altezze che variano tra i 900 ed i 2000 metri. I raccolti dipendono pesantemente dal passaggio dei monsoni: nei distretti orientali i raccolti migliori si effettuano tra giugno e settembre, mentre in quelli occidentali tra febbraio e marzo.
A seconda della regione (e della piantagione), cambiano moltissimo anche il gusto ed il profumo del liquore prodotto dalle foglie raccolte in Sri Lanka, cosi come la varietà e la tipologia di tè che viene prodotto.

Dal colore particolarmente scuro e dal gusto intenso e con alcune note acidule simili al sapore del limone, la varietà in mio possesso presenta sulla confezione la dicitura “Tè bio”. Nessuna ulteriore indicazione viene purtroppo fornita relativamente alla zona di coltivazione.

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