Tè della serata: nero all’arancia amara

arancia.jpgAnche il tè di questa sera è uno di quelli acquistato ieri con Corrado a Milano. Si tratta del tè nero aromatizzato all’Arancia amara (Orange Amère).

Si tratta di un tè particolarmente diffuso in Russia e nel nord Africa (l’ho assaggiato la prima volta in un ristorante marocchino di Bruxelles, paradossi della tradizione globalizzata), che spesso viene ulteriormente mescolato con cardamone, limone ed altri agrumi (soprattutto in Russia).
Curiosità di questo tipo di tè, e’ che viene spesso servito in bicchieri di vetro (soprattutto nella tradizione marocchina) anzichè nelle piu classiche tazze di ceramica/cotto.

Anche di questo tè, non conosco la provenienza precisa (dovrò assolutamente informarmi), anche se sapendo che si tratta di un tè nero, si può immaginare che la provenienza delle foglie sia Ceylan e/o l’India. Parleremo quindi dell’arancia amara (o Citrus Arantium). Si tratta di una pianta del genere Citrus (cosi come l’arancia comune), particolarmente usate per la produzione di olii essenziali e in campo medicinale. Una delle caratteristiche dei frutti di questa pianta, è quello di avere una buccia piu ruvida e piu scura rispetto alla varietà comune. Questa buccia viene fatta essiccare e poi mescolata in pezzi al tè, o utilizzata per la produzione di liquori, digestivi e tonici. La polpa invece, viene utilizzata principalmente per la produzione di marmellate all’arancia e di frutta candita. Per questo motivo è particolarmente difficile trovare arance amare sul mercato.

Gli Arabi hanno coltivato questa pianta sin dal IX secolo. La presenza della pianta in Sicilia è anche merito loro, che ve la importarono all’inizio del secondo millennio. Proprio da questa loro coltivazione deriva il largo uso che si fa del tè cosi aromatizzato nelle regioni del Nord Africa.  Le arance aggiunte alla miscela in mio possesso, però, vengono da Siviglia, Spagna.

L’infuso di questo è, basandosi su un tè nero, ha un colore particolarmente scuro, quasi color mattone. Il sapore è reso ancora più aspro dalla presenza dell’arancia, e non zuccherarlo può diventare davvero difficile se non si è abituati a gustare il tè “al naturale”. Una modesta quantità di zucchero può aiutare ad assaporarlo senza rovinarne il gusto. Il retrogusto fruttato che questo infuso lascia in bocca, vale sicuramente l’investimento di quei pochi euro necessari per questo acquisto.

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