Quando si parla con il Provider…

mclink.jpgGiovedi mattina, nell’ambito di una nuova partnership aziendale, siamo andati a seguire un workshop presso la sede di McLink, noto provider italiano il cui presidente (Paolo Nuti) è anche co-fondatore dell’Associazione Italiana Internet Provider e della MIX S.r.l. (che gestisce il ben noto Milano Internet eXchange).

Al di la dell’interesse relativo per le procedure tecniche di gestione della partnership tra le aziende ed McLink (modalità di ordine ed acquisto delle linee, tempi e modi di fatturazione…), la parte maggiormente interessante è stata certamente quella sugli aspetti piu tecnici sia del servizio che McLink offre, sia sulla situazione attuale del mondo degli ISP “vista dall’interno”.

Sulla qualità del servizio, le valutazioni fatte durante il workshop mi sono sembrate davvero interessanti (e piuttosto condivisibili). I criteri proposti per la valutazione della qualità di una connessione ad internet sono stati:

  • Banda Minima Garantita
  • Tempi di assistenza e riparazione guasti
  • Contemporaneità

Per quanto riguarda la Banda Minima Garantita, come si faceva notare durante il workshop, è vero (sono andato a controllare) che quasi tutti gli ISP italiani non dichiarano alcuna banda minima garantita sui loro contratti ADSL end-user.

Addirittura il mio provider di casa (Libero) propone quanto segue, scritto sufficientemente in piccolo, sulla propria pagina di specifiche dell’ADSL (non ho sottomano il contratto):

Le velocità di navigazione citate sono le massime; quelle effettive dipendono dalla capacità dei server cui ci si collega e dal livello di congestione della rete.

McLink invece, esprime a chiare lettere (e ci tengono ovviamente a farlo sapere) la banda minima garantita per ogni possibile connessione.

Il secondo parametro, quello relativo ai tempi di risposta ai guasti, è piu difficile da valutare, ma leggendo qua e la delle lamentele per i malfunzionamenti delle varie linee ADSL “commerciali”, deduco che o non vengono specificati, o non vengono rispettati (mi auguro che sia la prima ipotesi :)).
Anche in questo caso, McLink si distingue per chiarezza e trasparenza, impegnandosi a risolvere il 98% dei guasti entro 2 giorni, e si impegna a rimborsare al cliente il canone giornaliero per ogni giorno successivo (il canone mensile viene rimborsato dopo 15 giorni di disservizio).

Per contemporaneità si intende il numero di utenti finali che utilizzano uno stesso canale di comunicazione con l’ISP (fatta eccezione naturalmente dell’ultimo miglio). McLink, da questo punto di vista, applica rapporti di contemporaneità che variano tra 3:1 (per le ADSL di costo inferiore, come la Family) al 1:1 (per le connessioni simmetriche). Per quanto riguarda gli altri operatiri, veniva citato il caso di Tele2 che ha un rapporto di contemporaneità di 10:1 su molte linee. Questo significa che una 20Mbit, finisce con l’andare al piu a 2Mbit non appena tutti gli utenti sono connessi (il che non capita cosi infrequentemente).

Sul panorama del mondo degli ISP visto dall’interno, non mi dilungherò particolarmente. In McLink ci facevano comunque presente che una serie di operatori hanno difficoltà estreme ad interfacciarsi con Telecom, soprattutto in fase di attivazione, portando notevoli ritardi ai clienti.

La cosa piu interessante però, riguarda una decisione che è stata presa di comune accordo tra gli ISP di tutto il mondo in materia di lotta allo spam. Non ho trovato conferme ufficiali online, ma da quel che ci è stato detto si è optato per una decisone drastica. Verrà istituito un punteggio di -10 punti per ogni utente. Ogni volta che questi eseguirà qualche manovra non consona (hanno citato l’invio di mail con campo CCN, il traffico p2p…), il suo punteggio verrà alzato di un punto.

Nel momento in cui l’utente arriverà alla soglia di +10 punti, la sua linea verrà bloccata per 24 ore. Al secondo blocco, si passerà ad una settimana, ed al terzo deciderà l’ISP la durate della sospensione.

Sicuramente si tratta di una decisione drastica e discutibile, ma posso comprendere le motivazioni che ci sono dietro, soprattutto pensando che piu del 90% delle email che circolano in rete sono spazzatura.

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2 pensieri su “Quando si parla con il Provider…

  1. 4n1s

    Una cosa non mi è chiara: da quand’è che CCN/BCC è diventato sinonimo di spam?.. in realtà esistono degli usi del CCN che si configurano come misure anti-spam a tutela della privacy molto rudimentali ma efficaci: per esempio per proteggere l’identità -e gli indirizzi e-mail- dei destinatari delle proprie missive. Io per esempio lo utilizzo sempre (e dico sempre) quando inoltro delle informazioni che presumo possano essere ulteriormente inoltrate.. e così fanno anche i miei conoscenti.

    Gli spammer usano BCC? Può essere, ma mi risulta difficile da credere che bloccare chi utilizza molto CCN sia una misura anti-spam..

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  2. alt-os Autore articolo

    Siamo assolutamente d’accordo, ed è proprio per questo che scrivevo che si tratta di una decisione discutibile 🙂
    La risposta durante il workshop è stata “utilizziamo delle mailing-lists”, anche se i campi di applicazione non sono esattamente gli stessi…

    Ribadisco: si tratta di una decisione molto severa, discutibile e impopolare. Secondo me non verrà nemmeno applicata alla lettera… Vedremo un po se porterà qualche effetto…

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