Governo: a che punto siamo?

Che il centro-destra abbia maggiori capacità comunicative rispetto alla coalizione di Governo, non è certo una novità (ne completamente merito loro). Continuano a parlare di “fallimentare governo di sinistra”, che a me però cosi fallimentare non sembra; voglio allora cercare di fare un po’ il punto della situazione, cercando di capire cosa è stato fatto e cosa invece ancora rimane da fare, nei prossimi anni. Elenco di seguito qualche punto, in puro ordine casuale. Se a qualcuno venisse in mente dell’altro, sarò ben felice di integrare queste poche righe.

(Economia) – Lotta all’evasione fiscale

E’ certamente il grande fiore all’occhiello di questo Governo. Che che ne dicano a destra (rode dover pagare le tasse, eh Silvio? Rode dover assumere gli extracomunitari che prima erano in nero, vero “piccoli imprenditori”?), la lotta all’evasione fiscale ha portato i necessari frutti (materializzati momentaneamente nell’extragettito fiscale dello scorso anno), al punto che quest’anno non sarà necessario aumentare ulteriormente la pressione fiscale per continuare sulla strada del risanamento economico, assolutamente necessario dopo che il Governo Berlusconi aveva lasciato buchi un po’ ovunque (lasciando naturalmente le sanzioni Europee sulle spalle del successore, come sono soliti fare, e come è capitato anche con TFR e Digitale Terrestre).

Nei prossimi anni sarà sicuramente necessario proseguire nella lotta all’evasione fiscale, magari riducendo anche, ove possibile, la pressione fiscale proporzionalmente al reddito. E’ un circolo virtuoso doloroso da avviare, ma che porterà evidenti benefici al paese. Sapevamo, alla vigilia delle elezioni, che ci sarebbe stata “la stangata”, era prevedibile. Ora sappiamo che fatto il sacrificio, si cominciano a vederne i benefici…

(Esteri) – Politica estera

Quando l’attuale Governo è salito al potere, avevamo i soldati in Iraq ed in Afghanistan, entrambi sotto attacco per decisione unilaterale del governo degli Stati Uniti d’America e non sotto l’egida dell’ONU. Oggi, i militari hanno lasciato l’Iraq e sono rimasti in Afghanistan sotto l’egida dell’ONU. Purtroppo si è reso necessario (a fronte di pressioni proprio delle Nazioni Unite) un intervento (realmente stavolta) di pace in Libano. Il Ministro D’Alema sta seguendo da vicino lo svilupparsi della situazione internazionale, soprattutto nello scenario mediorientale, e la moratoria contro la pena di morte ha raccolto i primi successi di questo importante impegno italiano in politica estera.

Bisogna proseguire su questa strada, soprattutto ora che anche la Francia si ritrova con posizioni vicine a quelle degli USA, per spingere a livello internazionale verso soluzioni pacifiche e non armate, soprattutto nei confronti di quelli che sono stati definiti per decisione unilaterale statunitense i “paesi canaglia” e che rischiano (a partire dall’Iran) di essere oggetto di nuovi scenari bellici già nei prossimi mesi. Obiettivo principale, naturalmente, la definitiva approvazione della moratoria contro la pena di morte.

La concessione della base USA a Vicenza non ha certo aiutato l’opinione pubblica all’apprezzamento dell’operato del Governo su questo fronte. Un tasto dolente che andrebbe rivisto…

(Lavoro) – Lotta al precariato ed al lavoro nero

In parte questa parte giova delle iniziative di lotta all’evasione fiscale, in parte di provvedimenti mirati alla riduzione della pressione fiscale alle aziende che assumono dipendenti (il cuneo fiscale).

Purtroppo il cammino è ancora (molto) lungo e travagliato, perché su questo argomento la maggioranza non è compatta. Rimangono da discutere seriamente aspetti come la riforma delle pensioni (a cui si continuano a mettere pezze) e la lotta al precariato.

(Ambiente) – Fonti d’energia rinnovabili

Nell’ultima finanziaria erano previsti numerosi incentivi per il passaggio a fonti di energia rinnovabile, o per la riduzione dell’inquinamento (incentivi per la sostituzione delle vecchie caldai, o per l’acquisto di automobili Euro4). Si può discutere sull’efficacia reale delle soluzioni proposte, ma è sicuramente un passo avanti importante.

(Economia) – Tutela dei consumatori

Numerosi provvedimenti sono stati presi per la tutela dei consumatori: alcuni hanno già raggiunto, almeno in parte, lo scopo prefissato (ad esempio l’abolizione dei costi di ricarica), altri sono in corso d’opera (liberalizzazioni di benzinai, farmacie), altri ancora “hanno da venì” (riforma della Rai, legge sul conflitto d’interesse).

Il lavoro è ancora lungo, ma la strada è quella giusta (purchè si presti attenzione a quello che si fa…).

(Istruzione) – Provvedimenti per le scuole e le università

A fronte dei controversi tagli economici alle università (che mi auguro possano essere risolti nei prossimi anni grazie alle maggiori entrate fiscale ed alla ripresa economica, a patto che le università riformino le proprie strutture interne), il Governo ha attuato numerosi interventi a favore della scuola pubblica (sono stati assunti numerosi nuovi insegnanti con l’ultima finanziaria).

Naturalmente non si cambia il mondo in 2 anni, e gli aspetti sui quali intervenire sono ancora moltissimi. La strada però è quella giusta: l’istruzione e la formazione sono valori centrali per una società sana e vivibile, e bisogna incentivarli.

(Società) – Unioni Civili, PACS, DICO

Sono sicuramente la grande nota dolente delle politiche sociali di questo esecutivo. Le spaccature interne in materia di Unioni Civili hanno rimandato a lungo il confronto, al punto che il provvedimento è stato da molti “dato per disperso”. In realtà la ripresa del dibattito sulla questione è stata programmata al termine delle votazioni sulla legge finanziaria attualmente in discussione, e quindi già da fine novembre.

Vedremo cosa sarà possibile fare insieme agli integralisti cattolici. Purtroppo sapevamo sin da buon principio che sarebbe stato un argomento delicato (al punto che Mastella non avrebbe firmato questo punto sul Programma, prima delle elezioni).

(Società) – Sicurezza sociale

Altra nota dolente, sulla quale il centro-destra fa molta propaganda e sulle cui posizioni purtroppo si è andata recentemente allineando anche parte della coalizione di Governo.

Quando qualche mese fa parlavo della necessità di fare della sicurezza sociale un tema di sinistra, dicevo anche che andava fatto nell’ottica dei valori di riferimento della sinistra, non copiando i temi della destra!

E’ importante invertire la rotta, intervenendo a favore dell’integrazione sociale, della comunione dei valori, della contaminazione culturale, con un occhio lucido e facendo piazza pulita delle posizioni razziste che ultimamente sono emerse anche nella maggioranza.

(Giustizia) – Snellimento del sistema giuridico

La riforma del sistema giuridico è uno dei molti punti delicati che ancora rimangono da affrontare. La situazione è difficile e delicata (si rischiano sempre le ingerenze) , ma va assolutamente affrontata, con una riforma pesante e strutturale. Solo una volta che si avrà a disposizione un sistema giuridico degno di questo nome, sarà possibile tentare di far rispettare realmente le leggi (anche ai politici stessi).

(Politica) – Abolizione/modifica delle leggi vergogna

Le Leggi Vergogna sono numerose e disparate, non credo ne esista un elenco definito. La Gasparri, la Bossi-Fini, la Biagi, sono tutti provvedimenti che vanno rivisti e ripensati, integrati eventualmente con gli ammortizzatori sociali necessari alla loro equa applicazione (con particolare riferimento alla legge Biagi). Purtroppo su questo lavoro sarà difficile fare vera comunicazione, perché molte modifiche a queste leggi rientrano in provvedimenti diversi (ad esempio la Gasparri viene in parte modificata dai provvedimenti di riforma dell’asset mediatico attualmente in discussione).

Anche la legge elettorale, “la porcata”, sarà da ritoccare. La mia personale posizione su questo aspetto l’ho già trattata in un altro post, a cui rimando.

Conclusioni personali

In conclusione, il lavoro è stato cominciato ed il mio bilancio personale piuttosto positivo. Non ci si può aspettare che tutti gli argomenti vengano trattati insieme (sarebbe anzi un po’ controproducente), ne che se ne vedano gli effetti in un men che non si dica. La situazione va lentamente migliorando, paradossalmente più in fretta di quanto non mi fossi aspettato alla comunicazione dei risultati delle elezioni, nell’aprile 2005.

La strada intrapresa è quella giusta, se poi l’opposizione la smetterà di fare puro ostruzionismo (riportando il dibattito politico ad essere minimamente costruttivo) come le recenti spaccature al suo interno fanno presagire, ci sarà la possibilità di arrivare a qualcosa di realmente concreto, rimettendo definitivamente in moto questo paese (fino al prossimo Governo Berlusconi… sigh…)

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